Profondità e concretezza possono stare nello stesso percorso.

Il lavoro psicologico parte da ciò che stai vivendo oggi e dagli obiettivi che definiamo insieme. La persona non viene ridotta a un sintomo o a un’etichetta: difficoltà, risorse e contesto vengono considerati insieme.
Uno sguardo sulla persona nella sua interezza
Integro ascolto clinico, consapevolezza emotiva, attenzione al corpo e valorizzazione delle risorse personali. Questo consente di osservare sia la difficoltà concreta sia il modo in cui si collega alla storia, alle relazioni e alla fase di vita della persona.
Che cosa significa “transpersonale”
“Transpersonale” significa ampliare lo sguardo oltre il problema immediato, senza ignorarlo. Accanto ai sintomi considera valori, significati, identità, relazioni, passaggi di vita e possibilità di cambiamento.
Non richiede di aderire a convinzioni spirituali. Nel lavoro quotidiano si traduce in domande concrete: che cosa sta accadendo, quali schemi si ripetono, che cosa segnala il corpo, quali risorse sono disponibili e quali scelte possono restituire maggiore libertà.
Come si traduce nel percorso
- partire dalla difficoltà presente e definirne insieme gli obiettivi;
- riconoscere emozioni, pensieri e segnali corporei;
- comprendere i significati personali senza applicare interpretazioni preconfezionate;
- individuare risorse e possibilità di scelta utilizzabili nella vita quotidiana.
La Biotransenergetica nella mia formazione
La scuola di specializzazione in psicoterapia transpersonale che sto frequentando adotta come modello metodologico la Biotransenergetica. Questo orientamento presta attenzione alla persona nella sua interezza e integra, accanto al colloquio, l’esperienza corporea, emotiva e interiore.
Nel mio lavoro attuale ogni modalità viene utilizzata nei limiti della qualifica di psicologo, in relazione alla richiesta, agli obiettivi concordati e alle preferenze della persona.
Le radici dell’approccio transpersonale
Carl Gustav Jungampliò lo studio della psiche attraverso i concetti di inconscio collettivo, archetipi e individuazione, anticipando diversi temi successivamente sviluppati dal transpersonale.
Abraham Maslow, tra i fondatori della psicologia umanistica, studiò autorealizzazione ed esperienze di picco e contribuì alla nascita della psicologia transpersonale.
Roberto Assagioli, psichiatra italiano e fondatore della Psicosintesi, propose un modello rivolto all’integrazione delle diverse dimensioni della persona e allo sviluppo della volontà.
Stanislav Grof, psichiatra e tra i fondatori del movimento transpersonale, approfondì lo studio degli stati non ordinari di coscienza.
Ken Wilber, teorico dell’approccio integrale, ha sviluppato una cornice che mette in relazione dimensioni individuali e collettive, interiori ed esteriori dell’esperienza.
Gli strumenti non vengono imposti
Il colloquio resta il centro del percorso. Pratiche di consapevolezza, attenzione all’esperienza corporea o altri strumenti vengono valutati soltanto quando sono appropriati, comprensibili e compatibili con le preferenze della persona.
Obiettivi chiari e verificabili
Andare in profondità non significa perdere concretezza. Gli obiettivi vengono condivisi e possono essere rivisti nel tempo, osservando insieme ciò che cambia e ciò che richiede ancora lavoro.
Come iniziare
Il primo colloquio serve a comprendere la situazione, chiarire la richiesta e valutare insieme il modo più adatto di procedere.
